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L'improbabile suicidio di Kurt Cobain
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30 luglio 2006


Cronologia degli eventi: gennaio /1° aprile 94 - Prima del coinvolgmento di Tom Grant

Per capire meglio qualunque caso è necessario conoscere esattamene i fatti, l'ordine e la modalità in cui si sono svolti. Per il Cobain Murder Case questo è ancora più importante: ecco dunque un resoconto dettagliato dei mesi precedenti la morte di Kurt e soprattutto dei mesi di marzo e aprile del 1994.

the COBAIN MURDER: i FATTI

 


-
Gennaio / febbraio 1994

 Il 1994 si apre per i Nirvana con la conclusione (poche date) del tour americano di In Utero: Kurt, Dave e Chris (più l'aggiunto chitarrista Pat Smear) si preparano infatti per l'inizio del tour europeo.

Kurt e la Geffen accettano nel frattempo la censura del titolo di "Rape me" e della copertina di In utero per una versione da mettere in commercio nei K-Mart e Wal-Mart, catene di supermercati americani.

Intanto viene confermata la presenza dei Nirvana come headliner del fetival Lollapalooza, alla sua 4° edizione. Successivamente però Kurt incomincia a ripensare alla sua decisone e rifiuta totalmente di esibirsi sul palco del Lollapalooza, malgrado Courtney lo spinga ad accettare in vista dell'enorme compenso che l'organizzazione del festival darebbe ai Nirvana. Questo compenso è ovviamente nell'ordine di milioni di dollari! Verso la fine di gennaio (tra il 28 e il 30) i Nirvana vanno nello studio di Bob Lang per registrare un po' di materiale nuovo, tra cui "You Know You're Right".

A febbraio dunque incomincia il tour europeo, l'ultimo della band. Tra show televisivi (l'ultimo a Tunnel, una trasmissione Rai) e performace in Francia, Spagna, Italia, Svizzera e Slovenia Kurt inizia perdere la voce e deve servirsi di uno spray per la gola per potersi esibire.

- 1 / 12 marzo 1994

 Arriva lo show in Germania, a Monaco, il Terminal Einz. Sarà l'ultimo show dei Nirvana, il 1° marzo 1994.

Kurt Continua ad avere problemi con la voce: a quanto pare la perde completamente la voce a circa metà del concerto del 1° marzo, tanto da spingerlo a farsi visitare il giorno dopo da uno specialista di naso, gola e orecchi. Gli vengono prescritte dalle 2 alle 4 settimane di completo riposoinsieme alla somministrazione di uno spray per la gola, a causa di una laringite e di una bronchite che lo affliggono e si stanno aggravando. Gli viene detto che dovrebbe imparare a cantare nella maniera giusta, e non nel modo in cui è abituato.

A causa delle condizioni di Kurt il tour viene momentaneamente sospeso. Chris se ne va a Seattle per supervisionare alcuni lavori a casa sua, Dave rimane in Germania per filmare il promo di "Backbeat".

Kurt e Pat invece partono per Roma: Kurt si deve incontrare là con Courtney e Frances che stanno arrivando da Seattle accompagnate Michael DeWitt (Cali), il babysitter. Hanno prenotato la suite 541 dell'Hotel Excelsior e si incontrano nel pomeriggio.

(Gli avvenimenti di Roma verranno spiegati in maniera più dettagliata in una sezione specifica del blog. "L'accidentale overdose" infatti è una storia che non regge . Qualcosa di molto più serio e spaventoso è accaduto, come verrà spiegato nei prossimi post.)

Kurt e Courtney però iniziano a litigare. Kurt vuole lasciarla perché la tensione fra loro sta crescendo sempre di più: sa di essere tradito da lei, infatti Courtney anziché stare con Kurt a Roma il giorno del suo compleanno, il 20 febbraio, si trovava a Londra insieme a Billy Corgan, degli Smashing Pumpkins, con il quale aveva già avuto una relazione. Courtney però riesce a convincere Kurt a non andarsene: lui ordina 2 bottiglie di Champagne e invia un fattorino a prendere del Rohypnol per cui aveva una prescrizione medica, potente tranquillante proibito in diversi paesi per il suo uso negli stupri. È noto però che era Courtney ad avere tale prescrizione: era lei che usava quel farmaco.

Alle 6:30 del 4 marzo, Courtney si sveglia e trova Kurt in stato di incoscienza: è in coma.

Chiama i soccorsi, ma prima ancora dell'ambulanza arriva la stampa: chi ha chiamato i giornalisti? Non certo l'Hotel, che è abituato a mantenere la riservatezza su qualsiasi cosa succeda alle star ospitate.

                  
E perché Courtney, mentre il marito rischia di morire, è perfettamente truccata?

Kurt viene trasportato al Policlinico Umberto I: il libro "Cobain", edito da Rolling Stone, mostra la foto scattata all'arrivo dei soccorsi, cioè Kurt sull'ambulanza e Courtney che lo accompagna.

Al Policlinico Kurt viene sottoposto a 5 ore di terapia intensiva,: Courtney dichiara che ha ingoiato 50 pillole di Rohypnol, mentre il medico che si occupa di Kurt, il dott. Osvaldo Galletta, nega che il quantitativo di farmaco sia così alto. Viene poi trasportato all'Ospedale Americano di Roma.

Il 5 marzo Kurt si sveglia dal coma: la sua prima frase, scritta su un foglio è, secondo le interviste rilasciate da Courtney subito dopo "l'overdose accidentale" (come viene riportato), "Fuck You", fottiti, rivolto alla moglie. Dopo la morte di Kurt, Courtney dirà che la frase era "Get this fucking tubes out of my nose", togli questi fottuti tubi dal mio naso: perché cambia versione?

Kurt nega si sia trattato di un tentato suicidio, ma di un "incidente": in ogni caso, nel 1995 si verrà a sapere che Kurt aveva scritto una lettera alla moglie dove le annunciava che la lasciava e avrebbe divorziato da lei. Il detective della narcotici di Seattle Antonio Terry (assassinato misteriosamente nel 1994, dopo la morte di Kurt), un amico di Courtney, era a conoscenza della lettera e consigliò alla Love di distruggerla. Infatti, lei la bruciò.

Il 7 marzo, Kurt esce dall'ospedale. Il 12, ritorna a Seattle insieme a Courtney.

- 8 marzo 1994

La polizia di Seattle arriva all'esclusivo quartiere di Madrona, alla nuova casa dei Cobain.

È stata Courtney a chiamare: dichiara che Kurt Cobain si è barricato in una stanza, ha con sé delle armi e minaccia di suicidarsi. Gli agenti parlano senza difficoltà a Kurt: lui dichiara con voce calma di essersi rinchiuso lì dentro per scappare da Courtney, e ripete più volte che non ha alcuna intenzione di suicidarsi, né di farsi del male in alcun modo. L'incidente viene risolto molto facilmente: Kurt esce immediatamente dalla stanza, in cui vengono trovate diverse armi. È semplicemente la stanza dove le custodisce, tutte insieme. Le armi vengono confiscate. Courtney ammette poi agli agenti che Kurt non aveva intenzione di suicidarsi: la polizia avverte Courtney di non provare più a fare false chiamate al centralino del SPD. Fatto questo, lascia la residenza dei Cobain. Anche Kurt, poco dopo, se ne va.

- 22 marzo 1994

Kurt e Courtney continuano a litigare a proposito della Lexus che Courtney ha comprato al salone di auto usate "American Dream", il 2 gennaio. Il tassista che li ha accompagnati (Leon Hasson), ricorda che continuarono a litigare per tutta la corsa. Kurt la obbliga a restituire la macchina, e la loro lite continua per tutta la giornata. Il titolare del salone, Joe Kenney, ricorda che la coppia entrò nel negozio mentre stavano ancora discutendo a proposito della macchina. Kurt non voleva avere macchine di lusso, non voleva ostentare la sua fama. Courtney invece era il suo opposto: lo aveva obbligato a comprare la

Lexus, così come stava facendo trasformare in una lussuosa villa buona parte della loro seconda casa, a Carnation, piccola città a circa 30 miglia a est di Seattle (la proprietà si estendeva su parecchi ettari). A quanto pare Kurt riesce a restituire la macchina mentre Courtney, dopo aver chiesto dove si trovasse il bagno, vi si dirige. Mentre cammina, ingoia diverse pillole. (Kurt aveva già restituito la Lexus il 5 gennaio.)

 

- ? (tra il 22 e il 24) marzo 1994

Courtney chiama Rosemary Carroll, la legale che cura sia i suoi interessi, sia quelli di Kurt. Le chiede di trovare il più feroce e cattivo avvocato divorzista. Chiede anche se l'accordo prematrimoniale stipulato con Kurt può essere annullato. Lo stesso giorno probabilmente, anche Kurt chiama Rosemary e le dice che ha intenzione di cambiare il suo testamento. Dice che vuole che Courtney sia esclusa da esso, cancellata dal documento.

A questo punto, la tensione tra i due è arrivata veramente al limite: la babysitter di Frances Bean (la figlia della coppia) ricorda infatti (durante un'intervista del 1998 per il documentario BBC "Kurt & Courtney", di Nick Broomfield) che nelle ultime settimane Courtney non fece altro che parlare del testamento di Kurt. "Praticamente non parlava d'altro", ha detto la ragazza, che la settimana in cui Kurt è morto, se ne andò dalla casa, per il clima insostenibile della situazione. Courtney controllava Kurt in tutto ciò che faceva, perfino quando stava con Frances. La babysitter cadde in depressione e prese 2 settimane di ferie. Non parlò di questa situazione fino all'intervista del 1998: un biglietto anonimo lasciato sul parabrezza dell'auto di Broomfield, lo invitava ad un piccolo hotel, dove una donna fece da tramite per l'intervista. La babysitter infatti ha tuttora paura di raccontare come andavano le cose nelle ultime settimane trascorse alla casa dei Cobain. Dice di essere spaventata da Courtney. Esprime infatti dubbi sulla morte di Kurt: "Se non è stato ucciso, è stato spinto ad uccidersi."

Broomfield le rivolge una domanda: "Secondo te, cosa desiderava Kurt?"

"Di andarsene. Da Seattle. Da Courtney. Ma non poteva, perché lei…"

 

- 25 marzo 1994

Già da circa un mese (ma si potrebbe parlare anche solo di 1-2 settimane, se non di pochi giorni, l'articolo di Rolling Stone che cita questi fatti non specifica), gli altri membri dei Nirvana, i manager, i responsabili della casa discografica e Courtney stanno parlando con diversi specialisti riguardo la dipendenza da eroina di Kurt. Questi esperti sono per la maggior parte psicologi, interpellati per intervenire sulla abitudini da tossico di Cobain. Più precisamente, si parla di trattamento e cura dei problemi di Kurt relativi all'eroina e a suoi disturbi psicologici. Uno di questi specialisti è Steven Chatoff, direttore esecutivo dell'Anacapa By The Sea, un centro per le dipendenze e turbe psicologiche, a Port Huemene, California. Chatoff si organizza con tutte le persone che lo hanno contattato per Kurt, allo scopo di mettere in atto un intervento a 360 gradi e, dato che Cobain non sa nulla e non si sottoporrebbe a una cosa del genere, a sorpresa. Sembra però che qualcuno avverta Kurt, e la procedura venga cancellata (la Gold Mountain, la società che fa da manager ai Nirvana smentisce e dice che fu una bugia detta a Chatoff per annullare la sua procedura).

         
Dunque si mette in atto un nuovo tentativo e l'occasione si presenta il 25 marzo.
 
Più o meno 10 persone fra gli amici e i conoscenti di Kurt e di Courtney arrivano al 171 Lake Washington Blvd. per intervenire su Cobain: questi amici comprendono Dylan Carlson, Pat Smear, Novoselic, i manger dei Nirvana e delle Hole (il gruppo di Courtney), Eric Erlandson delle Hole, il tastierista dei Faith No More Roddy Buttom. Parlano a Kurt per 5 ore di seguito: all'inizio Cobain nega di avere problemi con la droga e rifiuta categoricamente di iscriversi in un programma di disintossicazione. Nega le affermazioni dei 10 che lo accusano di avere avuto, nell'ultimo periodo, un comportamento autodistruttivo. Si arriva alle minacce: Novoselic e Smear avvertono che se non si ripulirà dalla droga scioglieranno il gruppo, Courtney minaccia di lasciarlo. La pressione arriva soprattutto dalla direzione della casa discografica, probabilmente stufa dei continui "casini" che succedono. Alla fine Kurt si arrende e accetta di entrare in una clinica a Los Angeles quel giorno stesso. Insieme a Eric e Pat si ritira nella cantina per suonare e registrare qualche nuova canzone ma al momento di salire sull'aereo, si rifiuta di farlo. Perciò viene programmato che entrerà nella clinica Exodus, LA, qualche giorno più tardi, una clinica da cui 2 anni prima se ne era andato, dicendo che era disgustosa. Courtney se ne va a Los Angeles, Frances accompagnata da un/una babysitter (a questo punto non mi è chiaro chi fosse, dato che "Cali", ovvero Michael DeWitt, era a Seattle quando Kurt scappò dall'Exodus, il 31 Marzo) la seguiranno il giorno dopo. Kurt va da uno spacciatore al distretto di Capitol Hill, a Seattle.

Tom Grant ha notato che a questo intervento presero parte anche gente con cui Kurt si faceva e soprattutto che in quel momento non erano sicuramente "puliti" (basta vedere Dylan Carlson). La cosa è assurda.

 

- 26 marzo 1994

Courtney arriva al Peninsula Hotel di Beverly Hills e incomincia un programma di disintossicazione.

 

Viene pubblicato un elenco aggiornato delle date europee dei Nirvana, perché gran parte di esse sono state cancellate per la salute di Kurt. Viene pubblicata anche una dichiarazione dei Nirvana alla stampa che dice che "Kurt si è completamente ristabilito, è in perfetta salute".

- 29 marzo 1994

L'ultima volta che Kurt "parla" al pubblico prima della sua morte.

Infatti, invia un messaggio in Internet, su AmericaOnline che tra altre cose dice: "Sono ancora abbastanza spaventato dopo quello che è successo a Roma [Nota: Kurt si riferisce a questo con "the Rome thing", non lo chiama neanche incidente, ma smentisce categoricamente più volte che si tratti di un tentato suicidio.], e ho bisogno di tempo per riposare e uscirne. Potreste pensare che fanno un buon frullato, ma non è così."

 

- 30 marzo 1994

Kurt e l'amico Dylan Carlson vanno al negozio di Stan Baker, lo Stan Baker Sports a Seattle: è un negozio di armi. Kurt infatti vuole acquistare un fucile. Dice a Dylan che lo vuole per difendersi dagli intrusi: Carlson afferma infatti che Kurt menzionò il fatto che aveva paura che il suo appartamento fosse obbiettivo di ladri. Dopo aver scelto l'arma, Kurt finisce con l'acquistare un fucile Remington 11 calibro 20. Il fucile gli viene consigliato dai negozianti e viene spesso indicato come un'arma adatta alla difesa delle abitazioni: sono armi predisposte per sparare colpi che non danneggino le pareti e che quindi non le trapassino, evitando il pericolo di ferire le persone presenti nelle altre stanze. Dylan compra l'arma per Cobain: viene registrata a nome Carlson perché Kurt teme che la recente confisca delle sue armi (18 Marzo) gli possa dare problemi, ma a pagarla è lui. Successivamente, Kurt la nasconde a casa perché lo stesso giorno deve partire per l'Exodus, la clinica di disintossicazione. Dylan sostiene che in quel momento non stava necessariamente pensando al suicidio: Kurt sembrava sereno e guardava al suo futuro dopo l'uscita dall'Exodus. Dylan era presente all'intervento del 25 marzo, dunque era a conoscenza dello stato d'animo di Kurt: afferma che Cobain non era suicida.

               
Krist Novoselic accompagna Kurt all'aeroporto di Seattle dove prende il volo per Los Angeles.

Arrivato a LA, ad aspettarlo ci sono Pat Smear e un impiegato della Gold Mountain. Arriva quindi all'Exodus Recovery Centre presso il Daniel Freeman Marina Hospital a Marina Del Rey, California.

Più tardi vanno a trovarlo Frances Bean accompagnata dal/dalla babysitter.

                                     

Ma che sta facendo Courtney?

Effettivamente anche lei si trova a Los Angeles, dove è andata il 25/26 marzo. Ma l'unica fonte che dice dove si potrebbe trovare introduce uno dei tanti elementi oscuri del caso: ovvero il punkrocker di LA El Duce, al secolo Eldon Hoke. (Come per altri fatti, anche la storia di El Duce verrà spiegata in una sezione specifica. Brevemente, nel 1997 egli dichiara che Courtney Love nel dicembre 1993 gli avrebbe offerto 50000 dollari per uccidere Kurt Cobain e che successivamente, l'accordo sarebbe saltato e avrebbe "passato il lavoro" a un altro tossico del suo giro, di cui ha fornito solamente il nome nell'intervista per "Kurt & Courtney", ma sul quale si è dilungato maggiormente in un'intervista fattagli da un amico prima della sua morte. Infatti, poco tempo dopo il clamore suscitato, è stato misteriosamente investito da un treno poco lontano da dove viveva, fuori Los Angeles, a Riverside.)

Dunque, secondo tutto questo, Courtney, che aveva precedentemente contattato l'amico di lunga data El Duce, lo avrebbe cercato (per mettere a punto il loro piano) al Rock Shop a Hollywood, ma non lo trova, dato che è in tour con la sua band, The Mentors.

Gli ultimi giorni di Kurt Cobain


Kurt

- 1 aprile 1994

Kurt riceve delle visite da un paio di amici al Rehab: sono Gibby Haynes dei Butthole Surfers e Joe Mama, amico anche di Courtney. Joe Mama racconta: "Ero pronto a vederlo stare di merda, depresso. E invece cazzo, stava davvero alla grande!"

Durante tutta la giornata 13 chiamate vengono fatte dalla camera d'albergo di Courtney al Peninsula Hotel verso la clinica dove sta Kurt. Malgrado questo, Courtney dirà di avere parlato una sola volta con Kurt, per tutto il giorno.

Intorno alle 19 (Rolling Stone dice che successe solo un'ora più tardi delle visite ricevute da Cobain), Kurt scavalca il muro della clinica e scappa. Il muro è alto più di 2 metri.

Secondo lo staff medico, Kurt chiede alle 19:25 di fare un giro in giardino per fumare una sigaretta.

Di questa fuga, Joe Mama commenta: "Quando andai a trovarlo, Gibby Haynes era con lui. Non conosco Gibby, ma è un cretino. Stava blaterando a proposito di gente che aveva scavalcato le mura esterne, tipo di un tizio che era evaso per 5 volte. Kurt probabilmente pensò che sarebbe stato divertente."

(Sinceramente, non so che pensare di questa affermazione. Certo, in alcuni casi sarebbe stato tipico del carattere di Kurt, molti suoi amici lo ricordano con una persona sempre pronta a scherzare: ma in questa situazione, dare la colpa a stupidaggini dette fra amici, non mi sembra indicato. In più, Joe Mama è uno dei famosi amici di Courtney, e la citazione è presa da un articolo di Rolling Stone che indica il presunto suicidio di Kurt solo il tragico finale preannunciato di una vita devastata. Non è il massimo dell'imparzialità, diciamo.

Da notare come però anche uno della cerchia della Love debba ammettere che Kurt stava alla grande all'Exodus, la mancanza dell'eroina non la sentiva dunque? Dov'è finito quel tossico-suicida di cui "narra la leggenda"?)

Kurt usa la carta di credito e compra un biglietto aereo per tornare a Seattle. Alle 20:47 chiama il Peninsula Hotel dove sta Courtney, e non trovandola, lascia per lei un messaggio.

Sul registro dell'hotel il messaggio in questione recita: "Elizabeth's phone number is 213-###-####". (Il numero è tra la documentazione in possesso di Tom Grant. Il simbolo # è per nascondere il numero reale.)

Tom Grant ovviamente nota che il messaggio lasciato da Kurt non suona come se fosse quello di un potenziale suicida. Courtney non ha mai menzionato questa chiamata ai media, anche se più volte ha dichiarato che l'ultima conversazione con Kurt lui le avrebbe detto qualcosa tipo: "Non importa quello che succede, ti amo e hai fatto un grande disco."

Courtney viene dunque a sapere che Kurt è scappato. Chiama Joe Mama, che la descrive come spaventata a morte, insieme a lei girano tutti i posti a Los Angeles in cui potrebbe essere andato.

Perché Courtney è così spaventata? Mama le ha detto che Kurt sta bene, lei stessa lo ha sentito. Di cosa ha paura? La risposta può essere molto semplice: ora Kurt non è più sotto il suo controllo a LA!! Era di sicuro libero di lei a Seattle, e avrebbe fatto in tempo ad avviare le pratiche del divorzio e il cambiamento del suo testamento. Stava evadendo da lei, si potrebbe dire.

Kurt intanto sale sul volo che lo porta a Seattle.




permalink | inviato da il 30/7/2006 alle 21:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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